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L'Amministratore del condominio?
E' meglio un professionista

Dott. Stefano TabarriniChi scrive non era ancora nato quando nel lontano 1942 nasceva il Codice Civile italiano, un grosso volume pieno di articoli che dedica al massimo tre pagine tre, ai problemi condominiali che di problemi invece ne danno assai di più se pensiamo alle innumerevoli cause di natura condominiale che gravitano nei vari gradi di giudizio nei tribunali di tutt'Italia.

Secondo gli autorevoli pareri di Avvocati, Magistrati e Docenti Universitari nonché degli operatori del settore, tutti ormai sono concordi nell'affermare che la disciplina condominiale è oggettivamente superata e secondo qualcuno addirittura così obsoleta da rendere ormai inevitabile una profonda revisione di tutta la materia.

L'amministratore del condominio è colui il quale viene chiamato ad eseguire tutti gli atti finalizzati alla regolamentazione ed alla conservazione del patrimonio comune condominiale, figura che oggi necessita di conoscenze sempre più specifiche pena il rischio di rimanere esclusi.
Secondo recenti sondaggi, circa l'80% dei condomini intervistati ha dichiarato che l'amministratore del condominio deve essere persona dal profilo professionale elevato visto anche il notevole incremento in termini economici del patrimonio condominiale che gli viene affidato. Anche l'ultimo rapporto ANACI-CENSIS ha confermato infatti che l'amministratore del condominio gestisce una tale somma di denaro pari all'1% del P.I.L., una somma enorme, ma di rimando gli amministratori professionisti sono soltanto 41.000, a fronte di oltre un 1.000.000 di immobili in condominio.

Tutto questo sembrerebbe indirizzare la soluzione del problema verso la creazione di una serie di strumenti anche formativi che possano dare al cittadino condomino una tutela sempre maggiore nel poter valutare e scegliere con criteri adeguati la persona a cui affidare con sicurezza il bene condominiale.
Purtroppo non è così. L'albo degli amministratori del condominio non è mai stato realizzato e sicuramente non vedrà mai la luce viste anche le resistenze, a tratti inspiegabili, che provengono in parte dagli stessi settori e dagli stessi operatori che da un lato invocano maggiore professionalità dall'altro invece la temono, lasciando così la figura dell'amministratore del condominio in una sorta di "limbo", mentre il mercato europeo viaggia ad una velocità due volte superiore. Il rischio che si corre è che le porte dell'Europa si aprano per i professionisti degli altri paesi, liberi di esercitare la professione anche negli altri paesi membri, forti di un riconoscimento giuridico da noi ancora assente e che si chiudano invece in modo inesorabile per l'amministratore italiano, soprattutto se non si avrà la volontà di ridiscutere le regole, farne magari delle nuove, ma soprattutto se non si troverà il coraggio di rimettersi in gioco, abbandonando la certezza dei piccoli privilegi sin qui ottenuti per puntare al raggiungimento di una professionalità sempre più elevata e soprattutto "padrona del mondo".
La speranza di chi scrive e dell'associazione di cui fa parte è quella di vedere finalmente la figura dell'amministratore condominiale, elevata al ruolo che le compete, ovvero quella di un professionista con un bagaglio formativo e culturale "certificato" in modo da poter garantire sonni tranquilli al condomino che gli affiderà "le chiavi" di casa.


Dott. Stefano Tabarrini
Vice Presidente ANACI Roma

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