L'Amministratore del condominio?
E' meglio un professionista
Chi
scrive non era ancora nato quando nel lontano 1942 nasceva il
Codice Civile italiano, un grosso volume pieno di articoli che
dedica al massimo tre pagine tre, ai problemi condominiali che
di problemi invece ne danno assai di più se pensiamo
alle innumerevoli cause di natura condominiale che gravitano
nei vari gradi di giudizio nei tribunali di tutt'Italia.
Secondo gli autorevoli pareri di Avvocati, Magistrati e Docenti
Universitari nonché degli operatori del settore, tutti
ormai sono concordi nell'affermare che la disciplina condominiale
è oggettivamente superata e secondo qualcuno addirittura
così obsoleta da rendere ormai inevitabile una profonda
revisione di tutta la materia.
L'amministratore del condominio è colui il quale viene
chiamato ad eseguire tutti gli atti finalizzati alla regolamentazione
ed alla conservazione del patrimonio comune condominiale, figura
che oggi necessita di conoscenze sempre più specifiche
pena il rischio di rimanere esclusi.
Secondo recenti sondaggi, circa l'80% dei condomini intervistati
ha dichiarato che l'amministratore del condominio deve essere
persona dal profilo professionale elevato visto anche il notevole
incremento in termini economici del patrimonio condominiale
che gli viene affidato. Anche l'ultimo rapporto ANACI-CENSIS
ha confermato infatti che l'amministratore del condominio gestisce
una tale somma di denaro pari all'1% del P.I.L., una somma enorme,
ma di rimando gli amministratori professionisti sono soltanto
41.000, a fronte di oltre un 1.000.000 di immobili in condominio.
Tutto questo sembrerebbe indirizzare la soluzione del problema
verso la creazione di una serie di strumenti anche formativi
che possano dare al cittadino condomino una tutela sempre maggiore
nel poter valutare e scegliere con criteri adeguati la persona
a cui affidare con sicurezza il bene condominiale.
Purtroppo non è così. L'albo degli amministratori
del condominio non è mai stato realizzato e sicuramente
non vedrà mai la luce viste anche le resistenze, a tratti
inspiegabili, che provengono in parte dagli stessi settori e
dagli stessi operatori che da un lato invocano maggiore professionalità
dall'altro invece la temono, lasciando così la figura
dell'amministratore del condominio in una sorta di "limbo",
mentre il mercato europeo viaggia ad una velocità due
volte superiore. Il rischio che si corre è che le porte
dell'Europa si aprano per i professionisti degli altri paesi,
liberi di esercitare la professione anche negli altri paesi
membri, forti di un riconoscimento giuridico da noi ancora assente
e che si chiudano invece in modo inesorabile per l'amministratore
italiano, soprattutto se non si avrà la volontà
di ridiscutere le regole, farne magari delle nuove, ma soprattutto
se non si troverà il coraggio di rimettersi in gioco,
abbandonando la certezza dei piccoli privilegi sin qui ottenuti
per puntare al raggiungimento di una professionalità
sempre più elevata e soprattutto "padrona del mondo".
La speranza di chi scrive e dell'associazione di cui fa parte
è quella di vedere finalmente la figura dell'amministratore
condominiale, elevata al ruolo che le compete, ovvero quella
di un professionista con un bagaglio formativo e culturale "certificato"
in modo da poter garantire sonni tranquilli al condomino che
gli affiderà "le chiavi" di casa.
Dott. Stefano Tabarrini
Vice Presidente ANACI Roma
